Testi di antropologia sul Carnevale di Satriano

Il romito, l'orso e la vedova bianca

UNA TRANDIZIONE IN TRANSIZIONE
Per chi volesse approfondire la conoscenza del Carnevale di Satriano abbiamo creato questa pagina che raccoglie i testi di antropologia, di cui siamo a conoscenza, scritti sul nostro Carnevale. Se vi capita di leggere di noi su altri testi o articoli vi invitiamo gentilmente a segnalarcelo: carnevaledisatriano@gmail.com

In merito alle novità introdotte negli ultimi anni ci teniamo a precisare che sono nate tutte spontaneamente e che la consapevolezza, che oggi abbiamo su noi stessi e in generale su cosa sia una tradizione, è venuta fuori proprio leggendo cosa hanno scritto su di noi gli antropologi dell’Università di Basilicata in modo particolare Sandra Ferracuti e Ferdinando Mirizzi.

Il Romita, l’orso e la vedova bianca
Quaderni, Edizioni  “La scena territoriale”
1982 – Enzo Spera

Scarica qui il pdf de Il romito, l’orso e le vedova bianca.

Riti di paesaggio
Antropologia museale, rivista della Società per la Museografia e i beni demoetnoantropologici
2015 – Sandra Ferracuti

Scarica qui il pdf Riti di paesaggio

Polifonie del patrimonio culturale: il caso del Carnevale di Satriano di Lucania
International symposium “Dialogue among cultures. Carnivals in the World” – Florence, Viareggio 3-7 Febbraio 2016
2016 – Sandra Ferracuti

Scarica qui il pdf Polifonie del patrimonio culturale: il caso del Carnevale di Satriano di Lucania

Le tradizioni popolari da pratiche sociali e patrimoni culturali. Maschere e Carnevali lucani nelle ricerche di Enzo Spera.
Studi Nuovo Meridionalismo, anno III n. 4/Aprile 2017
2017 – Ferdinando Mirizzi

Scarica qui il pdf Le tradizioni popolari da pratiche sociali e patrimoni culturali. Maschere e Carnevali lucani nelle ricerche di Enzo Spera.

Locandina del Carnevale di Satriano 2020

CARNEVALE DI SATRIANO 2020.
Un cerchio di anime che condivide la lotta e la gioia insieme.

Per l’illustrazione della locandina quest’anno ci siamo ispirati al celebre dipinto di Henri Matisse “La Danza” (La Danse, 1910). Abbiamo sostituito le cinque figure danzanti dell’originale con quelle del nostro carnevale: il Rumita, L’Orso, la Quaresima, la Zita e il folletto, la new entry che popola la Foresta che cammina.
Lo scorso anno avevamo scelto di proporre una nostra versione de “Il quarto stato” (1901) di Giuseppe Pellizza da Volpedo, un quadro marcatamente politico che voleva rappresentare l’impegno del nostro carnevale nella battaglia ecologista.
Quest’anno abbiamo preferito rifarci ad un’opera che sa di allegro e fresco, in grado di trasmettere figurativamente l’aria di festa che si respira per le vie del paese, un cerchio di anime che condivide la lotta e la gioia insieme.

Grafica: Grafica OhYes
Illustrazione: SchizZofrenia

Locandina Carnevale di Satriano 2020

Una scultura ecologica al Rumita dell’anno. Intervista all’artista Luca Califano

rumita dell'anno - Luca Califano

Nel 2013 l’artista potentino Luca Califano ha realizzato per il Carnevale di Satriano una piccola scultura del Rumita. Questa scultura dal 2014 sta girando le case dei satrianesi. Infatti ogni anno, la domenica prima del martedì grasso, alle 12:00 i Rumita spontanei vengono fatti radunare in piazza Umberto I dove ne viene premiato uno da una giuria popolare. Chi vince riceve in affidamento la statua di Luca Califano per un anno in qualità di Rumita dell’anno. Qualche settimana prima del carnevale successivo la scultura viene riconsegnata all’organizzazione, viene inciso il nome del Rumita spontaneo vincitore (solo dopo suo esplicito consenso) su una foglia che viene applicata alla statua di nuovo pronta per essere ospitata nella casa di un satrianese per un altro anno. 

Abbiamo intervista Luca per farci raccontare la storia di questa scultura. 

Qual è l’idea che c’è dietro la realizzazione della scultura del Rumita?

Ho realizzato la scultura nel 2013 ispirandomi alle caratteristiche peculiari della maschera del Rumita in modo particolare al suo rapporto simbiotico con la natura e alla sua origine ancestrale. Partendo da una base che utilizzo spesso nelle mie sculture ho creato questo uomo albero utilizzando materiale povero.

Quali sono i materiali che hai utilizzato?

In coerenza con la visione ecologista del Rumita, e con la mia attitudine e il mio modo di lavorare, ho utilizzato esclusivamente materiali di scarto, antichi e poveri: il rame, filo di alluminio, filo zincato e una base di legno di abete. 

C’è una simbologia specifica dietro l’utilizzo di questi materiali?

Sì, il rame ha una simbologia legata all’acqua e alla vegetazione. I colori che lo caratterizzano, il rosso e il verde, verde quando si ossida, sono i colori del bosco, il posto dove vive il Rumita. La foglia di edera che aggiungiamo ogni anno con il nome del Rumita è colorata di verde, a differenza delle altre che sono di alluminio argentato, per dare il senso di vegetazione e dell’eterno ciclo delle stagioni della natura. E’ una scultura viva, che ogni anno ha qualcosa di nuovo.

Qual è il messaggio che la tua scultura vuole lanciare?

Il messaggio è semplice: è un invito a rispettare la natura e riconnettersi con lei.


Quest’anno la premiazione avverrà domenica 23 Febbraio in piazza Umberto I alle 12:00.