Quella volta che finimmo sulla copertina dell’inserto “The Arts” del New York Times

Alberi_Cover_New_York_Times

In queste ore stiamo approntando tutta la documentazione per partecipare all’avviso del MiBACT sui Carnevali storici ed è venuta fuori una vecchia gioia che vogliamo condividere.

Nel 2013 “Alberi“, l’opera artistica di Michelangelo Frammartino con protagonista il Rumita del nostro carnevale, venne installata al MoMA di New York durante il Tribeca Film Festival riscuotendo un ampio successo di critica e guadagnandosi la copertina dell’inserto “The Arts” del New York Times dove appare in primo piano il Rumita.

Chi ci conosce lo sa: l’incontro tra la Comunutà di eredità del Carnevale di Satriano e Frammartino fu la scintilla che ha dato animo, impulso, nuovi punti di vista alla nostra tradizione e tra le altre cose ha portato alla nascita della Foresta che cammina.

Qui invece linkiamo l’articolo di Mike Hale ancora presente on line sul sito del New York Times: Tribeca Film Festival: ‘Alberi’

Visto che ci troviamo condividiamo anche la recensione di Anselma dell’Olio fatta su Rai 1 durante la trasmissione Cinematografo condotto da Gigi Marzullo.

Foresta che cammina 2020: il video di Maria Giménez Cavallo

Siamo contenti di condividere il bellissimo video di Maria Giménez Cavallo, giovane regista italo-americana, chel dopo avere scritto la sua tesi alla Columbia University ’14 sul cinema di Michelangelo Frammartino, aveva voglia di scoprire il luogo di riprese della sua cine-stallazione “Alberi” (2013). Con l’aiuto di una Bolex e 3 rulli da 16 mm, a Febbraio 2020 si è avventurata nel cuore della Basilicata per assistere alla “Foresta che cammina” di Satriano di Lucania, per vivere l’esperienza insieme agli uomini-alberi che emergono dal bosco per ballare in piazza. Questo documentario esplora l’evoluzione della tradizione ancestrale e celebra l’unione degli esseri umani con il mondo naturale, mostrando anche quanto il potere magico del cinema può influenzare il mondo.

FOTO – Carnevale 2022 e breve reseconto

I custodi della tradizione, anche quest’anno, hanno rinnovato il rito ancestrale e secolare del Rumita. Nonostante la neve e il covid la tradizione continua!
Appuntamento all’anno prossimo con la speranza di ritrovarci in tempi migliori. Intanto segnatevi le date: 18 – 19 Febbraio 2023.
Carnevale di Satriano 2022
Rumita dell'anno 2022
La questua del Rumita dell'anno 2022

Il Rumita alla Berlinare: festival del Cinema di Berlino!

Cinema e tradizione a Satriano: un nuovo capitolo!
Chi ci conosce sa quanto sia stato importante per noi l’incontro con il regista Michelangelo Frammartino e la sua opera Alberi. Nel 2019, all’interno del programma di Matera 2019, abbiamo partecipato alle riprese di “Autotrofia”, il film di Anton Vidokle, girato ad Oliveto Lucano, che sarà presentato in anteprima mondiale al Festival del cinema di Berlino nella sezione Forum Expanded.

Nel film compaiono anche i nostri Rumita!
 
Il film è insieme un documentario sul rito arboreo di Oliveto, antico rituale pagano di fertilità, e un racconto di finzione che esplora il desiderio dell’essere umano di potersi nutrire e vivere senza aver bisogno di uccidere e consumare altri organismi viventi, così come fanno le piante.

MIBACT: SIAMO CARNEVALE STORICO!!!

il Mibact ha riconosciuto ufficialmente il Carnevale di Satriano come “Carnevale storico” d’Italia.
Un riconoscimento nazionale prestigioso per la festa del Rumita che da anni è tra i Carnevali più conosciuti e frequentati dell’intera nazionale e considerato il Carnevale più ecologico d’Italia.
Abbiamo monitorato di continuo la presenza di bandi e finalmente siamo riusciti a partecipare a un avviso del Ministero per il rimborso delle spese sostenute dalle amministrazioni locali per l’organizzazione di Carnevali storici nell’anno 2020.
La partecipazione all’avviso e l’inserimento del Carnevale satrianese nella relativa graduatoria degli ammessi al bando ha permesso a Satriano di ottenere un contributo di 5150,00 euro che corrisponde alla spesa sostenuta dal Comune per il Carnevale 2020, il che ci permette di risparmiare questa somma non gravando sul bilancio comunale ma soprattutto rappresenta un riconoscimento importantissimo per il nostro Carnevale che per la prima volta rientra ufficialmente nell’elenco dei Carnevali storici italiani.
Un risultato che premia una tradizione unica nel panorama nazionale, che trova le sue radici nei riti arborei lucani e nella forza indissolubile del legame tra l’uomo la natura

Testi di antropologia sul Carnevale di Satriano

Il romito, l'orso e la vedova bianca

UNA TRANDIZIONE IN TRANSIZIONE
Per chi volesse approfondire la conoscenza del Carnevale di Satriano abbiamo creato questa pagina che raccoglie i testi di antropologia, di cui siamo a conoscenza, scritti sul nostro Carnevale. Se vi capita di leggere di noi su altri testi o articoli vi invitiamo gentilmente a segnalarcelo: carnevaledisatriano@gmail.com

In merito alle novità introdotte negli ultimi anni ci teniamo a precisare che sono nate tutte spontaneamente e che la consapevolezza, che oggi abbiamo su noi stessi e in generale su cosa sia una tradizione, è venuta fuori proprio leggendo cosa hanno scritto su di noi gli antropologi dell’Università di Basilicata in modo particolare Sandra Ferracuti e Ferdinando Mirizzi.

Il Romita, l’orso e la vedova bianca
Quaderni, Edizioni  “La scena territoriale”
1982 – Enzo Spera

Scarica qui il pdf de Il romito, l’orso e le vedova bianca.

Riti di paesaggio
Antropologia museale, rivista della Società per la Museografia e i beni demoetnoantropologici
2015 – Sandra Ferracuti

Scarica qui il pdf Riti di paesaggio

Polifonie del patrimonio culturale: il caso del Carnevale di Satriano di Lucania
International symposium “Dialogue among cultures. Carnivals in the World” – Florence, Viareggio 3-7 Febbraio 2016
2016 – Sandra Ferracuti

Scarica qui il pdf Polifonie del patrimonio culturale: il caso del Carnevale di Satriano di Lucania

Le tradizioni popolari da pratiche sociali e patrimoni culturali. Maschere e Carnevali lucani nelle ricerche di Enzo Spera.
Studi Nuovo Meridionalismo, anno III n. 4/Aprile 2017
2017 – Ferdinando Mirizzi

Scarica qui il pdf Le tradizioni popolari da pratiche sociali e patrimoni culturali. Maschere e Carnevali lucani nelle ricerche di Enzo Spera.

Locandina del Carnevale di Satriano 2020

CARNEVALE DI SATRIANO 2020.
Un cerchio di anime che condivide la lotta e la gioia insieme.

Per l’illustrazione della locandina quest’anno ci siamo ispirati al celebre dipinto di Henri Matisse “La Danza” (La Danse, 1910). Abbiamo sostituito le cinque figure danzanti dell’originale con quelle del nostro carnevale: il Rumita, L’Orso, la Quaresima, la Zita e il folletto, la new entry che popola la Foresta che cammina.
Lo scorso anno avevamo scelto di proporre una nostra versione de “Il quarto stato” (1901) di Giuseppe Pellizza da Volpedo, un quadro marcatamente politico che voleva rappresentare l’impegno del nostro carnevale nella battaglia ecologista.
Quest’anno abbiamo preferito rifarci ad un’opera che sa di allegro e fresco, in grado di trasmettere figurativamente l’aria di festa che si respira per le vie del paese, un cerchio di anime che condivide la lotta e la gioia insieme.

Grafica: Grafica OhYes
Illustrazione: SchizZofrenia

Locandina Carnevale di Satriano 2020

Una scultura ecologica al Rumita dell’anno. Intervista all’artista Luca Califano

rumita dell'anno - Luca Califano

Nel 2013 l’artista potentino Luca Califano ha realizzato per il Carnevale di Satriano una piccola scultura del Rumita. Questa scultura dal 2014 sta girando le case dei satrianesi. Infatti ogni anno, la domenica prima del martedì grasso, alle 12:00 i Rumita spontanei vengono fatti radunare in piazza Umberto I dove ne viene premiato uno da una giuria popolare. Chi vince riceve in affidamento la statua di Luca Califano per un anno in qualità di Rumita dell’anno. Qualche settimana prima del carnevale successivo la scultura viene riconsegnata all’organizzazione, viene inciso il nome del Rumita spontaneo vincitore (solo dopo suo esplicito consenso) su una foglia che viene applicata alla statua di nuovo pronta per essere ospitata nella casa di un satrianese per un altro anno. 

Abbiamo intervista Luca per farci raccontare la storia di questa scultura. 

Qual è l’idea che c’è dietro la realizzazione della scultura del Rumita?

Ho realizzato la scultura nel 2013 ispirandomi alle caratteristiche peculiari della maschera del Rumita in modo particolare al suo rapporto simbiotico con la natura e alla sua origine ancestrale. Partendo da una base che utilizzo spesso nelle mie sculture ho creato questo uomo albero utilizzando materiale povero.

Quali sono i materiali che hai utilizzato?

In coerenza con la visione ecologista del Rumita, e con la mia attitudine e il mio modo di lavorare, ho utilizzato esclusivamente materiali di scarto, antichi e poveri: il rame, filo di alluminio, filo zincato e una base di legno di abete. 

C’è una simbologia specifica dietro l’utilizzo di questi materiali?

Sì, il rame ha una simbologia legata all’acqua e alla vegetazione. I colori che lo caratterizzano, il rosso e il verde, verde quando si ossida, sono i colori del bosco, il posto dove vive il Rumita. La foglia di edera che aggiungiamo ogni anno con il nome del Rumita è colorata di verde, a differenza delle altre che sono di alluminio argentato, per dare il senso di vegetazione e dell’eterno ciclo delle stagioni della natura. E’ una scultura viva, che ogni anno ha qualcosa di nuovo.

Qual è il messaggio che la tua scultura vuole lanciare?

Il messaggio è semplice: è un invito a rispettare la natura e riconnettersi con lei.


Quest’anno la premiazione avverrà domenica 23 Febbraio in piazza Umberto I alle 12:00.