Teatro Selvatico è un’associazione culturale che basa la propria ricerca artistica sullo studio delle reazioni umane agli stimoli.
“Il nostro maestro è il bosco e cerchiamo di portare la sua armonia in una forma più umana. Tentiamo di ascoltare la lentezza che la natura ci insegna, di togliere, invece che aggiungere. Proviamo a farci trasportare dal fluire di un fiume, dal canto delle foglie mosse dal vento, dall’odore del bosco.
Proviamo ad offrire esperienze che incidano sul livello di percezione che abbiamo di alcune parti di noi o del mondo che ci circonda, proponendo qualcosa che ci riguardi e ci faccia davvero sentire vivi, riprendere contatto con ciò che c’è dentro e fuori di noi. Quello che facciamo implica l’ingaggio fra corpo/azione, intenzione e sensibilità.”
Se non conoscete Teatro Selvatico vi invitiamo a visitare il loro sito: Teatro Selvatico.
Se invece non conoscete la tradizione del Carnevale di Satriano vi invitiamo a dare una lettura alla pagina che descrive le nostre maschere, a quella in cui spieghiamo come diventare Rumita per un giorno. Poi, se volete andare a fondo, potete consultare la pagina con i testi di antropologia e le tesi di laurea che hanno studiato l’evoluzione del nostro carnevale.
Presentazione
“Il laboratorio nasce dall’incontro di Teatro Selvativo con la figura del Rumita, simbolo ancestrale della foresta, della natura che si muove e si manifesta nel mondo umano.
La proposta del laboratorio è di esplorare, insieme ai partecipanti, il Rumita come rappresentazione archetípica universale, poetica, antropologica, simbolica e spirituale.
Guidati da questa presenza, accompagneremo le persone a risvegliare la propria natura selvatica e istintuale, a ritrovare nel corpo e nella voce il legame profondo con la terra, con il bosco e con la comunità. Le pratiche che proponiamo nascono da una ricerca viva di contatto tra l’essere umano e le forze della natura, tra il passo individuale e il respiro collettivo.
Il Rumita, nel suo vagare, incarna il custode delle foreste e dei loro segreti, il cacciatore che conosce i sentieri invisibili, il danzatore che si lascia trasportare dall’ebbrezza del ritmo, la figura liminale che unisce festa e sacralità. È colui che si muove tra silenzio e canto, tra solitudine e comunione, portando con sé la memoria delle radici e la gioia della trasformazione.
Insieme, costruiremo una performance collettiva che sia rito e celebrazione, festa e manifestazione di una nuova alleanza con la Terra: un invito a riscoprirci parte viva della foresta, capaci di ascoltarne le voci, di incarnarne la forza e di restituirne il canto al mondo”.
– Solo per chi partecipa alla residenza, è possibile dormire in sacco a pelo in una palestra riscaldata con bagni e docce; massimo 20 posti; chi prima prenota prende il posto, chiesto un piccolo contributo spese.
– E’ possibile dormire in camper o van nella zona camper a 250 metri dal paese, chiesto un piccolo contributo spese.
– E’ possibile dormire in B&B e affittacamere convenzionati con offerte dedicate a chi partecipa alla residenza


